Mese: Luglio 2020

winebar Firenze

La settimana prima delle ferie. Un saluto da Buca…

Tra una settimana esatta, Buca 10 chiude per un po’ di ferie. 

Volevamo salutarvi, ringraziarvi e promettervi tante nuove novità da settembre… Per far ciò abbiamo bisogno di ricaricare le pile per tornare a riabbracciarvi più pimpanti di prima. 

Tutto sommato, questo strano periodo, ci ha permesso di apprezzare ancora di più la nostra affezionata clientela.

Nel non vedere l’ora di rivedervi, vi lasciamo con un:BUONE VACANZE! 

Nel frattempo, in questa settimana, vi aspettiamo per un saluto, una chiacchiera, una bevuta… 

Ci vediamo a settembre per nuove memorabili avventure. 

Peace & wine! 

Cocktail

La rivincita degli amari. Come poterli usare nella miscelazione.

Negli ultimi anni, l’amaro è diventato protagonista non solo più della digestione, ma anche e soprattutto della miscelazione. 

La peculiarità degli amari, rispetto ad altri alcolici, è la formula della ricetta segreta. Sappiamo che la base è sempre un mix di erbe aromatiche o agrumi, ma per miscelarli l’unica soluzione è conoscere il gusto e la gradazione di ciascun prodotto. Va da se che più alta è la gradazione e maggiore è l’uso che possiamo farne come parte integrante del cocktail. Per altri tipi di amari, quelli più leggeri o dolciastri l’uso può variare: usarli al posto dello zucchero, vaporizzarli su, per esempio, un negroni dona al prodotto finale una nota speziata che lo rende di maggior carattere, e via dicendo.

Volendo preparare dei sour con amaro, si possono mantenere il distillato e la parte di succo di agrumi, e sostituire la parte dolce, in genere sciroppo, con dell’amaro tipo Averna, uno tra i più dolci.  E si può fare non solo con il classico “whisky sour”, ma anche con tutti i sour come il Margarita, il Sidecar o il Daiquiri. La chiave è capire quali sono le singole componenti dei cocktail classici, e da lì partire per cambiare gli ingredienti.

Se si vuole creare un negroni con l’amaro, questo andrà a sostituire il campari, sempre seguendo l’iter di un particolare gusto d’amaro, per poter così creare il tipico bilanciamento a tre di cocktail del genere. 

Per gli shakerati l’amaro può essere un buon collante grazie alla base zuccherina, magari abbinato a concentrati alcolici derivati da caffè, cioccolato e frutta secca.  Per esempio un espresso martini con (in egual dosi) una parte di amaro dolce e amaretto al posto dello sciroppo.di zucchero, potrebbe accontentare un palato più esigente e allo stesso tempo “avventuroso”.

Per quanto riguarda la famiglia degli spritz, sappiamo la regola del 3-2-1: tre parti prosecco, due aperol e una di soda. Con gli amari sarà 3-1-1 cioè una parte di amaro e il resto uguale, sia per il sapore, sia per il fatto che uno spritz deve esere leggero a livello alcolico.

…insomma, un mondo da scoprire e assaggiare, un prodotto che ha saputo rinnovarsi e adeguarsi ai trend del momento, preservando un concetto, come diceva una famosa pubblicità “contro il logorio della vita moderna…” 

Bevete bene

Bevete responsabilmente.